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In questa edizione:
Editoriale
di Raffaello Canteri
Dietro la vicenda dello Statuto regionale
di Aventino Frau
Magazzini Generali: quale futuro?
di Raffaello Canteri
con i contributi di Stefano Cesari, Fiorella Milan
Documentazione: Interporti
dal libro "Manuale di logistica" di Antonio Borghesi, Antonio Buffa e
Raffaello Canteri
Ridare speranza alla Valsquaranto e alla Valpantena
di Tito Brunelli
Islam e Chiesa cattolica: una proposta per la reciprocità
di Roberto Gianfreda
Una proposta di Gianluca Fantoni per le adozioni a distanza
di R.C.
Riprendiamo il discorso sui carcerati
di Tito Brunelli
Lettere all'on. Frau: il caso Marsiglia e la politica
ARCHIVIO
maggio 2000
(Tema del mese: Parco Scientifico Tecnologico)
Giugno-Luglio 2000
(Tema di fondo: il Piano regolatore)
Settembre-Ottobre
2000
(Tema di fondo: il caso Marsiglia) |
Editoriale
di Raffaello Canteri
Parliamo di interporti. Che cos'è l'interporto di
Verona? E' una connotazione geografica, che va sotto il nome di Quadrante Europa. Ma non
esiste giuridicamente, come, ad esempio, l'interporto di Padova, che è una società per
azioni con un capitale sociale suddiviso tra Camera di commercio, Istituti di credito,
Comune e Provincia, Consorzio Zona Industriale, Società Autostrade, Agip Petroli,
Ferrovie, Assicurazioni ed altri minori. Esprimo sommessamente l'opinione che i mali che
attualmente affliggono i Magazzini Generali di Verona (e di cui parliamo in questo numero)
debbano anzitutto ricondursi a monte, proprio in questa clamorosa assenza di un organismo
in grado di coordinare le diverse attività che si esplicano nell'ambito della
movimentazione delle merci. Ognuno va per conto suo e nel recente passato abbiamo pure
visto con quali esiti disastrosi: società che chiedono ampliamenti senza ottenerli,
ferrovie che non fanno quanto sarebbe necessario ed urgente, enti pubblici che litigano
tra loro e si fanno i dispetti, società che minacciano di andarsene. Il brutto è che
ognuno ha ragione dalla sua parte, dato che non esiste un tavolo comune e un'entità
(anche economico finanziaria) cui fare riferimento. Condivido l'intervento di Fiorella
Milan in Consiglio comunale sul tema della dismissione o non dismissione dei Magazzini
Generali. Ella, verso la conclusione, ha esposto questo pensiero: "La Verona del 2000
non può non porsi il problema di una programmazione efficace e fare programmazione
significa dotare Verona di un sistema... Dare un senso, una direzione a questo sistema è
il compito alto della politica. Ma troppo spesso la politica non è in grado di tracciare
disegni chiari e ricchi di visione. E' essenziale che gli attori del sistema Quadrante
Europa sappiano cooperare, creando, se necessario, una Authority di alta
competenza..." Condivido sommariamente questa opinione, ma nello specifico ritengo
che si dovrebbe andare oltre l'Authority, che potrebbe alla fine concretizzarsi in un
ulteriore carrozzone poco influente perhé abilitato soltano al controllo ma non alla
gestione concreta della struttura del Quadrante. Andare oltre: con una società i cui
azionisti siano gli attuali operatori di quest'area geografica, dalla Zai alle aziende di
logistica, dalla Ferrovie ai Magazzini Generali, con una partecipazione di Comune,
Provincia, Camera di Commercio e istituti di credito. Come a Padova. Copiare, qualche
volta, non è male. Partendo da questa ipotesi di scenario rinnovato si potrebbe
ridefinire con maggiore efficacia anche lo status dei Magazzini Generali.
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Dietro la vicenda dello Statuto regionale
di Aventino Frau
La presentazione della proposta per il nuovo Statuto
della Regione Veneto da parte del presidente Giancarlo Galan ha scatenato una notevole
bufera politica. La sinistra in particolare, tutta tesa elettoralisticamente a ricercare
argomenti per delegittimare lavversario non contando ormai più su una
rimonta fondata su una propria proposta di governo ha gridato allo scandalo,
denunciando una presunta voglia di secessione che sarebbe insita nel documento non letto
ma soltanto annusato attraverso le povere cronache di alcuni giornali. Al di là delle
polemiche artificiose dei Loiero e dei Folena, credo che un merito questa ennesima
tempesta politica ce labbia: quello di avere riportato il dibattito sul federalismo
alla dignità e serietà che spetta allargomento. Chi ci credeva più? Dopo la
grande ondata leghista dei primi anni Novanta, dopo i progetti di nuova Costituzione di
Gianfranco Miglio presentati ad Assago, dopo lautoisolamento della Lega, erano
venute le cerimonie sul Po, la Padania, le tentazioni secessioniste. E la discussione sul
federalismo si era stancamente arenata nelle Bicamerali e in qualche osteria di nostalgici
lombardo-veneti... |
I grandi temi
Magazzini
Generali: quale futuro?
di Raffaello Canteri
L'8 ottobre 1924 il Comune di Verona, la Provincia
e la Camera di Commercio fondarono i Magazzini Generali. Nonostante che da quella data
siano passati oltre 75 anni e che sia cambiato l'assetto sociale ed economico della
città, nonché il ruolo, la funzione e perfino la sede dei Magazzini, essi rimangono ad
oggi con lo stesso assetto proprietario (con le dovute distinzioni, come bene illustra
Fiorella Milan nell'intervento che seguirà). I Magazzini Generali hanno svolto
nell'anteguerra una funzione preziosa ed essenziale di supporto all'economia agricola del
tempo, il dopoguerra li ha portati a rispondere alle esigenze di movimentazione e
stoccaggio delle merci alimentari e industriali (particolarmente nel settore dell'auto),
oggi - e da quando è avvenuto il loro trasferimento da Borgo Roma all'area del Quadrante
Europa - la funzione dei Magazzini è diventata prettamente logistica... |
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