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In questa edizione:
Editoriale
di Raffaello Canteri
Sosteniamo la carne bovina
di Luigi Bortolazzi
Dietro la mucca pazza
di Giorgio Dal Negro
Documentazione: delibera regionale su Bse
I mercanti di carne
di Mauro Tosi
No a speculazioni politiche sulla pelle degli allevatori
di Giancarlo Conta
Analisi critica del nuovo PRG
di Tito Brunelli
La Casa delle Libertà non è l'ex pentapartito
di Aventino Frau
ARCHIVIO
maggio 2000
(Tema del mese: Parco Scientifico Tecnologico)
Giugno-Luglio 2000
(Tema di fondo: il Piano regolatore)
Settembre-Ottobre
2000
(Tema di fondo: il caso Marsiglia)
Novembre-Dicembre
2000
(Tema di fondo: i Magazzini Generali) |
Editoriale
di Raffaello Canteri
Mucca pazza. E' in atto un'offensiva pesante contro la carne europea ed
italiana in particolare. Non sappiamo con certezza chi ha interesse a condurla o perché
l'abbia decisa. Sappiamo che alcuni mezzi di informazione, tra cui si distinguono per
incredibile accanimento le trasmissioni di Santoro, cavalcano il fenomeno con
argomentazioni volgari e volgarmente accompagnate da immagini orripilanti, che tendono a
indurre nello spettatore uno stato d'ansia che lo porta al rifiuto dei nostri prodotti.
Sappiamo che alcuni partiti, tra cui si distingue Rifondazione comunista, appoggiano
l'offensiva in atto, con disprezzo additando i "grandi mercanti di carne" come i
diffusori, gli untori, della nuova peste moderna. Nel mio piccolo non ci sto a questa
demonizzazione globale. Continuo a mangiare carne. Continuo a credere - come dice bene Dal
Negro nel suo intervento - nel progresso che ci ha portati dai tempi della pellagra
all'attuale situazione di benessere diffuso: grazie, anche, ad un'agricoltura più
razionale, agli allevamenti industriali, ai mangimifici e quant'altro. Perciò ospito
volentieri gli interventi "in difesa della carne" di alcuni rappresentanti della
nostra Associazione Macellai e con loro, con questa modesta rivista, modestamente conduco
la mia controffensiva: impari, rispetto al potentissimo tam tam dei media e dei ministri,
ma nobile negli intenti e comunque doverosa. E aperta, comunque e come sempre, a
tutti i contributi anche critici (vedi l'esempio di Mauro Tosi in questo primo lancio) di
chi volesse intervenire sull'argomento.
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"Il dibattito" è una rivista in progress e
periodicamente ne viene aggiornato il contenuto: chi è interessato a ricevere
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Sosteniamo la carne bovina
di Luigi Bortolazzi
Mucca pazza oramai vera e propria psicosi. Ma, a tal punto, siamo nella
realtà o nel virtuale?
E' inevitabile che vi siano alcuni casi anche in Italia. Le nostre previsioni sono 25/30
casi nell'anno 2001. Tutti i casi saranno rilevati su "vacche da latte" in età
6/10 anni. Siamo, esattamente, in una situazione statistica reale e normale. Da sempre
"capostorno" è esistito e le vacche che avevano questo problema non hanno mai
preoccupato né la scienza né i Veterinari e lo stesso problema, in natura, a suo tempo
si notava anche sui "galli ruspanti" e quindi capostorno non è altro che un
fenomeno naturale che colpiva e colpisce ogni tanto, rarissimamente, gli animali. Poi, la
scienza ha stabilito...
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I grandi temi
Dietro la
mucca pazza
di Giorgio Dal Negro
Non cè unemergenza mucca pazza. Cè unemergenza
televisiva e governativa. I vari Santoro e Pecoraro parlano di Bse senza sapere di che
cosa stanno parlando. Cè stato un primo periodo in cui la discussione si è svolta
su un piano tecnico e scientifico e tutto andava bene; poi, quando i mass media si sono
appropriati dellargomento e il raggio verde di Santoro ha mostrato immagini
orripilanti di mucca pazza, si è diffuso lallarme e il mercato delle carni ha
subìto una grave caduta.
Vorrei puntualizzare, allo scopo di diradare le ombre e la confusione che si è fatta, un
punto importante: le mucche vanno distinte in due categorie precise. Ci sono quelle da
latte e ci sono gli animali da carne. Le prime vanno fino ai 7/8 anni, i secondi fino ai
24 mesi. Ora, essendo soltanto la seconda categoria quella che va in macelleria, va detto
chiaro e forte che in questo caso mai si è riscontrata traccia di Bse. Quindi i
consumatori possono stare tranquilli. Un altro punto importante è che non esiste scienza
che indichi la trasmissibilità tra animale e uomo della malattia.
Fin dagli inizi del Novecento, prima che la malattia venisse formalmente individuata come
morbo di Creuztfeld-Jacob nel 1920...
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