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email=anis967@hotmail.com
comment=Ciao Barth la mia famiglia é Cunico, mia mamma vive in Italia e´
Denise Cunico il mio nonno si chiamava Giovanbattista Cunico. Noi viviamo in
Spagna dal 1994 se puoi contattare con noi per ulteriori informazioni. Saluti
Anna Cunico
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email=brembati.roberto@libero.it
comment=Beh,c'è poco da dire se non che con l'informatica
ci litigo spesso, ma lo stimolo mi è venuto dallo spettacolo tratto dal libro
del Canteri: è da tempo che ricerco una parte delle origini e delle varie
destinazioni della mia famiglia, Brasile appunto, Stati Uniti etc etc...,di
cognome faccio Brembati e abito a Brescia ,se qualcuno può aiutarmi ad andare
oltre la solita ricerca sterile gli sarei molto grato Sinceri saluti
R.B.
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email=jenny.sergio@libero.it
comment=sono interessato al vostro sito, sto facendo una ricerca dei
discendenti della mia famiglia emigrati in venezuela verso il 1850. in
particolare, andres rossi, divenuto generale di fanteria e poi deputato al
primo congresso del 1888 per la unificazione degli stti venezuelani. a vissuto
in parte a maturin monagas, dove era commerciante. gradirei molto mi poteste
aiutare ringrazio anticipatamente,
sergio rosso
email=jenny.sergio@libero.it
comment=my name sergio rosso,from genova, i am searching ancestors from my
family they left liguria from the port of savona around 1850 to venezuela. one
of them became general fighting the battle of aprune. his name, andres
rossi, he leaved in maturin,monagas for many years he has had five children,
in 1888 as a deputy rappresented di state of maturin and partecipated to the
first constitucion of 27.4.1881,signig it. I will be
very gratefull to whome may be helping me in this riserch.
sergio rosso
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email=canteri@pop.com.br
comment=Ciao Rafaello !
I am Marcelo Giovanetti Canteri, from Londrina city in Parana State, Brazil.
Congratulations for your site. I am also very curious about your book.
Sorry for the English language in the text, I can read Italian but will be
terrible try to write. I'm happy to see the story and the picture that I and
my grandfather revival published in an appropriate internet site.
http://www.ildibattito.it/emigrazione/canteri.html
I sent it to some Canteri relatives in Brazil and I am so glad that it reaches
somebody that publishes it in Italy. That picture was recovered 20 years ago,
in a small wood box, inside an animal house farm, with horses, cows, parrots
and others around that. So, I talk with my "nono" Jose Canteri
Sobrinho (present in the photo) and he told me who the people in the picture
were. He was 80 something and passed away some time later. I am sure he will
be extremely content to see the story of Canteri Family in Brazil posted to
every interested people in the world.
Regards,
Marcelo G. Canteri (canteri@pop.com.br)
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Ich suche Nachrichten über die Abstammung von Angelo Gualiva (Rovere' - Italien) und Berta Maria John die im 1912 in Tetschen (Decin - Czech Republic) geheiratet haben.
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email=barth@bcunico.com
comment=Buongiorno,
Il mio nome e' Barth Cunico. Abito a Marseilles, Illinois STATI UNITI.
Mio bisnonno, Antonio Modesto Cunico, nato a Asiago il 9/7/1865, emigro' negli
Stati Uniti nel 1889. Mio antenato essere Asiago, ma io non parl italiano...
potete rispondere in Italiano, sono ingrado di tradure.
RADUNO DEI "CUNICO'' NEL MONDO!
A seguito di una lunga e accurata ricerca tramite internet, effettuata dal
sottoscritto, sul nome "CUNICO" e le sue origini, ho scoperto che la
genealogia di tale famiglia trae origine dal nome tedesco di Cunegh, Cunich,
che dall'altopiano di Asiago si propagò per il mondo.
Dopo questa ricerca ho pensato ad un Raduno di tutti i "CUNICO" nel
mondo e precisamente nel luogo dove sembra che il nome sia originato. La
località è Asiago (Veneto-Italia).
L'incontro è fissato per il giorno 24 Settembre 2006 presso il "CENTRO
CONFERENZE HOTEL SPORT ".
Per questo, essendo l'invito aperto a coloro che avessero attinenza con il
nome, in qualunque parte del mondo si trovassero, sarebbero i benvenuti! Per
questo esorto tutti a partecipare a tale evento.
Arrivederci ad ASIAGO ITALIA.
Barth Cunico
E mail : barth@bcunico.com
Visita: www.bcunico.com
Scrivi: Barth Cunico
740 Union street Marseilles, Illinois 61341 USA
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comment=Ci piacerebbe moltissimo scoprire il luogo di dove il nostro nonno
Caetano o pure Gaetano Corradi é uscito per vivere in Brasile. Il nostro
cognome é Conrado ,ma mi sembra que sia Corradi in Italia, dalla regione de
la Campania, un piccolo luogo che si chiama Rocca qualcosa. Doppo que la
famiglia é arrivata in Brasile, loro abitavano in una piccola cittá,
Santa Luzia, nella reggione di Minas Gerais.
Mio marito ed io saremos andati in Italia il prosimo Junio e ci piacerebbe
molto visitare i loghi natali de la famiglia. Per questo vogliamo demandare la
sua aiuta. Grazie.
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email=deborahdr.borgo@libero.it
comment=Buongiorno.
Sono Deborah dalla Provincia di Vicenza: è da un po' di tempo che sto
cercando informazioni su mio bisnonno che arrivò a NYC nel 1904/06 e dai
documenti che ho consultato on line so' che poi lui di diresse verso
Claridge in Pennsylvania e da quello che mi risulta lavorò in miniera, che
credo essere Lucerne in quanto gli italiani andavano tutti lì.
Chi posso conttattare per avere delle informazioni esatte? Esiste una lista
dei minatori veneti che lavorarono lì?
Perchè esistono liste di altri paesi o regioni italiane on line, ma non
riesco a trovare nulla sulle persone venete emigrate in quei anni negli Usa.
grazie a tutti deborah
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email=Carlo Canteri <sanvitale@optusnet.com.au>
comment=Ciao Rafaello!
Oggi mia sorella Antonietta told me the story of our nonno Luigi 'Bietti'
Canteri n. 11.7.1850 in San Vitale or Rovere {told to her before our father
Guido died 16 June 1977.}
About 1906-7 he was working on the wharves in Peru - possibly port Callao di
Lima, loading sugar. When the boxes [or bags?] broke he would eat many
handfuls of sugar. Naturally he became very ill, would frequently pass out,
then was desperate to return home to n.6 Piazza di San Vitale.
But no ship's capitano would take him because he was too sick. Finally a young
man called Guido promised the ship's capitano he would care for him all the
way and take full responsibility.
As the voyage progressed the weak Luigi became a little stronger and made it
back to San Vitale and his moglia Elisa Tosi, their figlio Giuseppe n. 1900, e
Luigi's two children from his first wife: Nicolo Mariano n. 1888, e Maria n.
1891.
As my father was born 14.3.1909 Luigi must have returned c.Mai 1908 or before.
It is no surprise that he named this son Guido! Luigi was 59. Then he and
Elisa had Silvia in 1912, and Adele in 1915 - rounding off his procreative
innings at the age of 65!
I came home from Antonietta's and went straight to Google. I went to
Peru & Sugar, found the railways, the ports, and then your site.
love, Carlo.
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email=marycanteri@virgilio.it
comment=sono anche io appartenente alla famiglia Canteri e se possibile ne
vorrei maggiori informazioni. vi ringrazio.
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Subject: Somos descendentes
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Salut,
je suis Dominique CANTERI fils de Virgilio CANTERI né en italie le 09 octobre
1922
arrivé en France à l'age de 2 ans décédé le 05 octobre 1994. Il etait né
à
Boscochiesanova.
dominique.canteri@neticable.org
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Meu nome Dionalles Canteri, e tambem busco informacao sobre minha familia no Brasil e na Italia.
dionalles_br@hotmail.com
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MARTINELLI CERCASI
Scrivo per conto di Melissa, una ragazza brasiliana che vorrebbe risalire alle
sue origini italiane. Il suo bisnonno Attilio Martinelli, figlio di Santo, lasciò
l'Italia ed esattamente la provincia di Verona presumibilmente nel 1891 per
trasferirsi in Brasile. Melissa vorrebbe sapere con esattezza il paese d'origine
del suo bisnonno. Grazie
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Vera Meneguzzo, L'Arena, 20 febbraio 2005
Presentati al Circolo Ufficiali
Nei libri di Canteri un viaggio nel nostro passato
Una presentazione non di libri appartenenti ad una settore specialistico, ma di volumi veramente “speciali” quella dedicata alle pubblicazioni “Il pane dei Cimbri” e “L’Arciprete”, entrambe di Raffaello Canteri, e “Le case di ciottoli” di Raffaello Canteri e Claudio Poiani (edite da Le Grafiche Aurora). Molto attento al singolare argomento il pubblico, nella sala conferenze del Circolo Ufficiali di Castelvecchio, nel corso della manitèstazione promossa da Donneuropee Federcasalinghe Holding Famiglia.
Presenti Angela Baldini, presidente regionale dell’associazione e Raffaello Canteri esperto di letteratura, teatro, arte, politica, logistica, finalista nell’84 al Premio Viareggio con “Un ponte per Luca”, autore di numerosi saggi fra cui “Gli anni caldi” sul’68 aVero-na, è stato possibile “assaggiare”, attraverso pagine e pagine di ricerche certosine, di osservazioni, di spunti poetici e di illustrazioni documentaristiche e artistiche, quello che fu il “pane dei Cimbri”. Un pane fatto di quel lavoro che nel corso dei secoli ha subito variazioni, passando dalla produzione del carbone, all’attività dei mulini, dalla difficoltosa coltivazione del frumento, a quella più semplice e redditizia dei pascoli e delle malghe.
Ma il “pane” è soprattutto storia non certo a noi estranea, che fa parte del nostro passato e del nostro presente, della nostra cultura e tradizioni, del nostro essere non solo veneti, ma uomini che sanno della fatica di rimanere tali nel senso etico e sociale più arduo da praticare.
Il libro “L’ Arciprete” (frutto anch’esso di ricerche presso l’Archivio parrocchiale di Roverè, l’Archivio della Curia e l’Archivio di Stato) è dedicato a don Antonio Quarella, nato a Pescantina il 12 novembre 1880 e spentosi il 2 febbraio 1960, che fu parroco di Roverè dal 1915 al 1957. Una vicenda mirabile sia dal punto di vista umano, che come esempio di come un piccolo “parroco di montagna” sia riuscito ad allineare alle mutate esigenze dei tempi un luogo fuori dai circuiti dei progresso. Fra le opere di don Quarella: la costruzione del Seminario vescovile, l’erogazione dell’energia elettrica, l’uso dell’acquedotto, il riassetto della scuola elementare e del cimitero, la costruzione del teatro parrocchiale e del ricovero per le persone anziane, la ristrutturazione della chiesa parrocchiale, l’installazione di altre campane. Il tutto condito con l’assistenza morale e spirituale che si sintetizzava nel suo “ve raccomando de far pulito”.
Nel libro ‘Case di ciottoli”, sul filo conduttore della storia che abbraccia ad arco la presenza dei Romani, degli Scaligeri, dei Veneziani, degli Austriaci, del Regno d’Italia e della Repubblica, il racconto delle affascinati architetture di sassi presenti nel nostro territorio fra l’Adige e il Mincio e in località come Sona, Sommacampagna, Villafranca, Valegglo. “Questi libri- ha detto Canteri- nascono da occasioni fortuite. Ma la motivazione più profonda è quella che una persona, arrivata ad una certa età, si chiede chi è, o meglio chi siamo. E per rispondere va a vedere da dove veniamo. Nel nostro passato c’è la spiegazione”.
Vera Meneguzzo
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Vittorio Zambaldo, L'Arena, 16 febbraio 2005
Storie di gente e d'emigrazione
L'emblematica vicenda dei Corradi tra Brasile e Oceania
Dopo aver ricostruito la
storia dei Cimbri attraverso i mugnai di Cantero, contrada di Roverè sopra il
Vajo dei mulini, e quella dell’intero paese dal primo dopoguerra agli anni
Sessanta del secolo scorso, alla luce dell’arciprete don Antonio Quarella,
Raffaello Canteri, storico, scrittore e giornalista, torna a raccontare la
Lessinia con la voce della gente che per oltre un secolo, dalla seconda metà
dell’Ottocento, è stata emigrante nel mondo.
Lo fa con
una mole immensa di documentazione raccolta dagli archivi comunali e
parrocchiali, dai cassetti delle credenze delle famiglie nelle quali è
custodita questa storia, ma anche con i numerosi contatti via Internet che
è riuscito a stabilire con i discendenti del popolo migrante.
Tutta la
documentazione sta lievitando per diventare libro, anche questo centrato
sulla storia di una famiglia, i Corradi, che emigra da contrada Arzere di Roverè.
Da lì
partono per il Brasile, nell’ottobre del 1894, Angelo Corradi, 41 anni, con
la moglie Angela Campara di 35 e sette figli: Fioravante di 15 anni, Paolo
di 13, Teresa di 11, Lucilla di 9, Albino di 7, Santa di 5 e Maria di soli tre
anni. Manca l’ultimo, Ottavio, di appena un anno, sepolto da meno di un
mese.
I nonni
dei Corradi, che pure erano benestanti, con 50 campi di terra, si trovavano a
spartire la proprietà fra una miriade di nipoti che ne ricevevano quanta non
bastava certo a mantenere famiglie cosi numerose. L’aumento demografico,
ma anche l’Unità d’Italia, con una politica insensata di sfruttamento e
di gabelle (la famigerata tassa sul macinato), portano a una drastica
diminuzione di reddito.
Berto
Barbarani descrive efficacemente la situazione nel sonetto «I va in Merica»,
cogliendo la scena dal vero a San Vittore, in Val Tramigna: «Una festa,
seradi a l’ostaria, co un gran pugno batù sora la tola: “Porca Italia”, i
bastiema: “andemo via!”... Ma a star qua, no se magna no, par dio,
bisognarà pur farlo sto gran passo».
S’imbarcano a Genova sul Vapor Colombo, dove sono in 700 solo in classe economica e arrivano a Rio de Janeiro dopo una ventina di giorni di navigazione. Si fanno altre dieci ore di treno per raggiungere Juiz de Fora, nello stato di Minas Gerais dove ci sono le miniere di oro. A Ouro Preto le compagnie inglesi e francesi, costrette a rinunciare agli schiavi neri (il traffico è abolito nel 1850 e la schiavitù in Brasile termina nel 1888), incentivano l’emigrazione dall’Europa. Promettono 25-30 campi di terra riscattabili in cinque anni con il lavoro in miniera o nelle grandi fazendas per la coltivazione del caffè. Pagano anche il viaggio il cui costo in realtà viene trattenuto sul salario.
Nascono
altri due figli, un altro Ottavio per ricordare quello sepolto in Italia e
Giuseppe. Torneranno tutti, meno Teresa, per motivi che Canteri non è ancora
riuscito a chiarire. A Roverè ereditano la proprietà dei genitori, ma sono
ancora in troppi per riuscire a vivere con quello che si dividono e Paolo, a
24 anni, nel 1909 parte con la moglie per gli Stati Uniti dove la comunità roverese
conta un centinaio di immigrati a Pittsburg, in Pennsylvania, città nella
quale il banchiere svizzero Adrian Geroge Iselin ha investito i suoi capitali
per lo sfruttamento delle miniere di carbone.
Al suo
nome è dedicato il sito minerario di Iselin, dove in una fila di baracche,
lunga centinaia di metri, con 10-12 minatori per baracca, trovano posto i
Corradi. Lui lavora in miniera e lei, unica donna della comunità, lava, cuce
e cucina per tutti. Scampa ai gas e ai crolli della miniera, non alla guerra che
lo chiama sull’Ortigara, da dove riuscirà a riportare a casa ancora una
volta la pelle. Il fratello Giuseppe, nato in Brasile, acquista con il
matrimonio parenti che da qualche generazione vivono in Australia. Partono
quindi per l’Oceania anche i giovani sposi e lavorano a Melbourne, ma si
spostano ogni anno nel Qeensland, territorio del nordest dove c’è bisogno di
manodopera per il taglio stagionale della canna da zucchero. Con la saga
della famiglia Corradi, Canteri sta scoprendo le esperienze migratonie di
centinaia di famiglie per le quali il destino non deve essere stato molto diverso
nelle generazioni comprese fra le due metà dei secoli XIX e XX.
Vittorio Zambaldo
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