Amati Genitori
Eccomi a voi miei
prediletti genitori fratello e sorelle a darvi notizia del mio felice viaggio e
del nuovo mondo; noi tutti godiamo prosperosa salute e così spero di voi tutti.
Partimmo dalla misera
Genova il giorno 20 aprile. Abbiamo costeggiato la Francia e la Spagna, veduto
abbiamo le coste dell’Affrica, le Isole Canarie, lo stretto di Gibilterra, le
Isole di Santa Croce, e cioè Antonio, arrivati siamo all’isola di San
Vincenzo, colà fermati due giorni.
Io e mia moglie ebbi il
piacere unito con compagni d’andare a terra, e ho veduto un bel paese abitato
da mori, con monti amirabili senza vegetazione di sorta, gran calore, sono 14
anni che non casca pioggia.
L’isola di San Vincenzo
(gran porto, che tutti i legni si deve fermare a prendere Carbone) appartiene
all’Inghilterra.
Il giorno 7 maggio per il
grande Attlantico arrivati siamo il giorno 4 giugno a Montevideo senza vedere
terra di sorte e ivi fermi tre giorni per scaricare merci.
La sera del 7 detto
partimmo, e arrivammo a Buonesaire. La mattina dell’8 che distante dalla città
restano i legni 15 miglia.
Dopo il mezzogiorno venne
un elegante vaporino. E la comissione Argentina ne condusse nella vasta e bella
città di Buonesaire, in un bel stabilimento di ammigrazione....... ...........
E il 5° giorno siamo
partiti per Gualaguai e abbiamo fatto 4 ore di ferrata e 20 di un vaporino che
percorre il fiume Rio. Più un’ora di ferrata e siamo arrivati a Gualaguai.
Il giorno addietro per
carri siamo partiti per la Colonia, e dopo un’ora di cammino, in barca abbiamo
passato il fiume Rio, e là abbiamo trovato altri carri dei nostri amati
patriotti che in un’ora ne condusse alle loro case, a un’ora di notte.
Amati pa(t)riotti dalle
coste leggete ben bene il presente foglio, e ritenete per fede che è vero, che
il vostro fratello non v’inganna, io vi ripeto, ne pur un accento vergo che
non sia vero.
Nel bastimento la spesa
è buona, carne pane e vino lagume pesce e formaggio. Il viaggio è un po’
rigoroso ma ogni uno lo può fare. Noi eravamo 600. Ci era più di 60 bimbi e
ragazzi di tenera età, e tutti sani arrivò a terra meno uno che era morto
prima di partire da Genova, e uno venne al mondo che levatrice è stata la zia
Libera.
Nello stabilimento il
mangiare è buono. Caffè alla mattina, carne e minestra alle 10, caffè e sul
mezzogiorno carne allesso o arosto, una quantià di non poterla mangiare. Giunti
a Gualaguai, il nostro padrone ne condusse in un palazzino, e subito arrivò tre
sacchi di pane, due di farina e mezzo bue, e un fiasco di vino; per taliare la
carne abbiamo doperato per zocco un cossone di detto bue. Pane poco se ne
mangiano, perchè alla mattina abbiamo lasiato un secchio di carne.
Una sentinella sulla
porta il padrone ci hanno messo, che nessuno che entrava di noi uscisse, per
timore che da altri padroni andassimo, che tutti ne volevano e tutti gridava
evviva Italiani.
Giunti al fiume Rio,
abbiamo trovato tutti i nostri fratelli con carri e cavalli da sella, e gridava
evviva i nostri frattelli e noi non cessava gli aplausi e le grida, avete finito
di sacrificare le vostre membra e in mezzo al trionfo abbiamo preso la via che
sembra lo sbarco di Garibaldi a Marsalla.
La prima sera noi e quei
due da Cerna abbiamo dormito in casa di uno da Treviso che sono tre anni che è
qui. Io vidi da ogni lato polami, tre porchi in grassa e in quest’anno hanno
fatto 400 quintali di grano.
Dopo di aver cenato ci ha
cotto le patate giammai mangiò patate così buone, sono grosse come zucche,
hanno la pelle nera. Che lavora in questa casa sono 2 uomini e 2 ragazzi, il
vedere questo, maravigliati restammo.
Alla mattina venne Pietro
che è stato a servire dai bianchi, e ne disse alla mia casa voglio che venite,
e un carro con tre cavalli suoi aveva, qui siamo fino che ne abbiamo fabricato
una casa.
Giunti sul posto, io vidi
una vasta pianura senza alcuna pianta e terra nera senza pietre di sorta molle
come un letamaio, io vidi canoti de grano turco grossi come braccia, vidi grande
facilità coltivare questa terra con l’aratro e buoi.
Il padrone mantiene per
un altro... la spesa e carne pane e farina a sacchi.
Genitori cari , fratello
e amici qui sono tutti signori. Qui tutti vanno a cavallo, hanno buoi e carri.
Noi sinora di casa nessuno pensa avere in mezzo alle gambe un (elegante)
cavallo. Qui è un paradiso terrestre. Qui è il nuovo mondo e nuova vita, il
clima buono acqua buona. In 27 famiglie nessuno si è mai ammalato. Noi tutti
tre volte al giorno mangiamo carne con grande appetito (che i pantaloni mi sono
venuti stretti).
Aveva ragione Pietro di
dire a suo fratelllo che dia un calcio nel campan... e che mangia più carne lui
che tutto il paese di Requaro.
Noi tutti briliamo di
gioia all’essere in questa palestina e giammai ci verrà in memoria la misera
Italia. Un solo giorno alla settimana chi lavora , vivono da signori.
Amata mia famiglia, caro
guazzo Simone, Costi, e tutti levatevi da quelle miserie e venite a me vicino,
che terra cavalli vacche e buoi ce ne anche per voi.. Il nostro padrone vi
accetta. Non dubitate che il vostro figlio v’inganna. Vendete, e in
quest’autunno a me vicino v’attendo. Il grande fallo che avete fatto è
stato non avermi seguito.
Una famiglia che ..8?.
anni travaglia terra si da parte una somma vistosa da vivere, anche se ritorna
in Italia.
Qui non fa bisogno a
aspettare per vedere cosa produce la terra: si vede quella coltivata da 3:4 anni
fa e quella è a noi attacco. Hanno cominciato la ferrovia da Gualaguai a
Gualaguagiù e passa per mezzo a questa Colonia. Il comercio cè. Il Frumento
valle 18 e il grano Turco 12 lire al quintale.
Noi compiangemmo il non
essere venuti 10 anni prima dalle miserie d’Italia. Una famiglia composta di
due o più uomini atti al lavoro, in otto o dieci anni si fanno ricchi.
Venite amati genitori.
Venite o guazzo, venite o Costi, che la fortuna l’avete in braccio. Io mi
sembra di avervi spiegato abbastanza che convinti sarete, e che in voi ne pur
un’ombra vi sarà, che il vostro figlio vi tradisca, col cuor libero , e colla
mente serena vi chiamo e vi aspetto colle braccia aperte a godere i giorni
felici.
Io ed anche il zio
avevammo potuto prendere 12 lire al giorno a lavorare di Ruote; non abbiamo
accetato, l’arte più rica qui è quella di prender la terra (e far Carbone).
Per tre anni la racolta è tutta di chi lavora e poi si divide col padrone, un
terzo al padrone, e due di chi lavora.
Genitori e amici senza
altre lettere intraprendete il viaggio e fate come qui appresso vi dico e non
sbaliate, scrivete a Saviotti che abita in piazza Banchi n 3 Genova che
eseguisca quanto ha eseguito per noi.
Per i passaporti il
prezzo è di Lire 158.50. Non fa bisogno di venire a Genova a fare il contratto
come noi. Le casse fatele ben forte e grande come volete, bene inchiodate con
forte seratura, che sul bastimento non paga niente, se anche ne avesse due o tre
casse di qualunque peso. Ma è meglio farne due o tre, invece di una, perchè
vanno meglio da maneggiare e che siano di mezzo quintale e non più. Robba di
vestimenta biancheria atrezzi di cucina arte da taglio, pietre e piante da
segare, piatti di terra, e ogni famiglia si prenda due scarte voltate e battute:
piccole da dar la terra al grano Turco. Ma non dimenticate questa biancheria e
calzatura, quanta ne potete. In pezza pagano dazio. Non vi dimenticate Arme da
fuoco. Mi dispiace all’infinito il non avermi portato dietro un’arma.
Prendetevi a Genova 15 o 20 limoni per ogni uno, e ciocolata, unica roba per il
gomito (vomito). I primi giorni mangiate poco e roba sutta. Prendetevi un po di
formaggi e un po di salame, ma questo prendetelo a Verona. Portatevi con voi
letti e questi si involge in una tela e poi si legano con fillo di ferro senza
metterli nelle casse, che io mi dispiace a non averlo portato.
Portate quanto avete. Da
Genova innanzi non pagano niente. I bagagli impostateli a porta Vescovo e fateli
andare a grande velocità. Vi raccomando di restare bene intesi con Saviotti, di
non montare su un legno come noi, da impiegare giorni 50. Montate possibilmente
su un legno Francese. E se è Italiano Colombo Umberto o Sud America e Nord
America. Non montate su altri.
Nello stabilimento a
Buonesaire un giorno dopo di noi ne sono venuti 1800 che sono partiti da Genova
il 17 maggio su un Legno Francese. Ma rio Plata ha una macchina antica, riguardo
alla Caccia dirvi io non vi posso, ce ne sono Cunilli selvatici, Colombi a
nuvole, Anatre, Oche, Pernice, una quantità: è tre giorni che mangiamo
Pernice, il zio in mezz’ora ne uccise 6. Ma la polvere è cara, costa 8 lire
al chilogrammo e i pallini lire 4.
Io non finirei giammai di
dirvi le ricchezze che qui giacciono.
Riguardo al farte ricco
saria se qui prendesse terra. Ma l’arte poco.
Genitori cari e fratello,
ora assieme io sono con due da Cerna e prendiamo la Colonia assieme. Il padrone
vuole che riposiamo 15 o 20 giorni e viene a consegnarci la Colonia
di 120 Campi ed è dietro a condurre materiale per fabbricare, io la
faccio fabbricare grande dicendo al padrone che in questo autunno viene la mia
famiglia: che io non dubito punto, che a me vicino non venite. Ma se alle Coste
volete rimanere a tribolare, vi prego che se ne viene di mandarmi la Schioppa:
una scarta voltata e un coltello dai due manichi che l’ho perduto. E se venite
tutti portatemi roba di vestimento e calzatura, capeli se potete.
Amati genitori in Novembre al più tardi io v’aspetto a me vicino. Portate tre o quattro chili di polvere, portate via quanto avete in casa, vecchie scarpe che serve. Quando site a Milano telegrafate a Saviotti che vi venga a ricevere alla stazione di Genova.
Appena giunti a
Buonesaire telegrafate a Gualaguai a Don Gregorio Moran. Che io verrò incontro
come ha fatto Ventura con noi. Di termine alla presente e replico la mia
preghiera: eseguite i voleri del vostro figlio che giammai vi dispiacerà: non
abbiate timore del mare ch’è un poco di gomito i primi giorni e poi più
nulla.
Io e l’Osana vi diamo i
più amati saluti augurandovi bene e felicità. Nonchè un felice viaggio.
Cari saluti date alle mie
sorelle e cognati.
Salutiamo caramente tutti
i Razzari.
Cari saluti a tutti della
contrada. E che gli ringrazio del compagnamento e benevolenza all’atto della
mia partenza.
Date caro saluto al bimbo
di Rodolfo e la sua famiglia: che fra pochi mesi a noi vicino aspettiamo: che
finito avrà le sue angoscie e tribolazioni.
Ricevete un tenero bacio
e mi prego vostro figlio pieno di gioia e trionfo. Addio.
L’Osana e io diamo
distinti saluti a tutta la sua famiglia e sorelle.
Non portate roba in pezza
che pagano dazio.
Tanti saluti a voi caro
padre ed alla Gravazza da Pietro (che è sua comare). Dopo letta vi prego di
mandarla ai Ronconi, che anche essi sappia le notizie di questo Paradiso.
Caro fratello la polvere,
quando monti sul bastimento, mettetela in tasca, perchè paga dazio e proibita
nelle casse, ma in tasca non guarda. Predi 5 o 6 chili di pallini numero 7. Oggi
giorno di San Giovanni Battista, in 2 ore, uccisi dieci pernice e in questa sera
ne mangiammo 7 in 7. Se poi compera una Schioppa, si racomando caldamente e
impronto riscontro, e quali sono le famiglie che qui nella America viene. Addio,
fratello amato. Io compiango le tue fatiche. Ora qui è d’inverno.